Diritto di satira

Diritto di satira

Cosa siamo liberi di dire e cosa no

Su cosa si può fare ironia, cosa si può prendere in giro e cosa no?

Negli ultimi tempi il diritto di satira è sempre più sotto la lente d'ingrandimento dati gli ultimi fati di cronaca, dall'attentato a Charlie Hebdo fino alla festa organizzata dall'Arcigay di Bologna che ha pesantemente preso in giro il cristianesimo.

Oggi possiamo prendere in giro quello che vogliamo, possiamo farci gioco di qualsiasi cosa e questa è una grande e fondamentale conquista. Una conquista di libertà. Bisognerebbe però chiedersi cosa significa aver conquistato con questa liberà. La libertà è la possibilità di agire senza alcun tipo di costrizione.

In pratica il concetto è: tu sei libero di fare e pensare quello che vuoi ed io sono libero di fare e pensare quello che voglio di quello che tu fai e pensi. L'importante è che le nostre azioni non ci limitino a vicenda.

Ognuno oggi, almeno teoricamente, può scegliere e fare quello che vuole. Può scegliere la propria religione, il proprio abbigliamento, i propri gusti, il proprio indirizzo di istruzione, il proprio lavoro, il proprio partner, in pratica tutto. D'altra parte il resto del mondo può scegliere di non essere d'accordo con noi ed attaccare le nostre scelte. Ognuno può scegliere quello che vuole così come può dissentire da quello che vuole. La conquista è questa.

Come si rapporta tutto questo, al contrario, su ciò che non si può scegliere? Mi spiego meglio. Se io nasco con una malformazione è ammissibile prendermi in giro per questo? Ovviamente no e non perché la mia è una situazione di disagio, ma perché questa situazione non deriva da una mia scelta, ma un mio stato.
Il punto è proprio questo. Io non sono libero di scegliere questa condizione, quindi nessuno è libero di non essere d'accordo. Io non sono "d'accordo" col mio stato. Mi è stato imposto (a prescindere che questo sia o meno un handicap).
Porto un altro esempio. E' giusto prendere in giro una persona in quanto nera? No. Perché? Perché non ha scelto di essere nera, ci è nata. Ma posso prendere in giro Michael Jackson perché si è trasformato in un bianco, in quanto la sua è stata una scelta.
Ancora un altro esempio. Posso prendere in giro una persona in quanto omosessuale? No, perché non è una scelta (come si credeva nel Medio Evo ed alcuni poveri ignoranti credono ancora) ma è uno stato. Tanti omosessuali non sono assolutamente felici di esserlo, così come tanti neri non sono felici di esserlo, così come tante donne non sono felici di esserlo. E perché una persona non è felice di essere ciò che è? A meno di disturbi (come il disturbo di identità di genere che è tutt'altra cosa rispetto all'omosessualità), in una situazione di normalità (omosessualità, etnia, genere, statura, fenotipo etc.) una persona non è felice di essere se stessa quando questo costituisce un handicap.
Nella normalità l'handicap non è creato dallo stato (che è normale), al contrario è creato dalla società che ghettizza, violenta, svilisce, sminuisce alcuni gruppi di persone (le donne, i neri, gli omosessuali e via dicendo..).

Se alcune condizioni le scegliamo in libertà, ed in libertà altri dissentono, altre condizioni non le scegliamo, quindi nessuno può dissentire in quanto non è la conseguenza di una opinione. Non posso dire: "Non sono d'accordo che tu sia nero" perché non c'è nulla con cui essere d'accordo. Sarebbe come dire "Non sono d'accordo che il cielo è azzurro": E' una idea priva di senso. Non posso, quindi, ironizzare.

Quindi posso prendere in giro una persona per la sua religione ma non per il suo orientamento sessuale in quanto la religione non ha una radice genetica (la prova è il fatto che la religione corrisponde in larga misura al luogo di nascita con la stessa corrispondenza della fede calcistica) mentre l'orientamento sessuale si.

Detto questo, se fatto con gusto ed eleganza si può fare quasi tutto. Sono meravigliosi gli spettacoli di cabaret di donne che prendono in giro gli uomini o di uomini che prendono in giro le donne. C'è un teatrante gay fantastico (di cui non conosco il nome) che fa ironia sui gay e mi fa ammazzare dalle risate quando lo vedo in TV ed Eddie Murphy che faceva satira sui neri era sublime. Se, con i giusti modi, si può arrivare a prendere in giro uno stato (in contrasto con tutto quello che ho appena detto) figuriamoci se non lo si può fare con le religioni che sono una pura e semplice scelta.
Detto questo c'è della satira di buono e di cattivo gusto e su questo credo che non ci siano dubbi.
Ma quelli sono gusti ed opinioni , ed il gusto e le ppinioni non si censurano.
Uno ci ha provato e lo hanno impiccato a testa in giù.
Io mi rilasserei un po' e lascerei correre che la vita è bella e le opinioni sono tutte valide.

E per quelli che dicono "La satira mi offende" forse dovrebbe capire che c'è gente che si sente offesa dal fatto di avere il crocifisso in ogni aula di ogni scuola in una Nazione che non ha (teoricamente) religione di stato.