Fede, religione, spiritualità ed altre sciocchezze

Fede, religione, spiritualità ed altre sciocchezze

Facciamo chiarezza

E' giunto il momento di fare una differenza tra spiritualità e religione.

La spiritualità è come l'amore. Esiste e basta. L'amore è connaturato nell'essere umano e ognuno lo vive a modo proprio. Ci sono alcuni che lo riempiono di regole e sono i fanatici: "Se mi ami devi fare questo, questo e questo" e sono i religiosi. Altri negano l'amore e la sua esistenza e sono i cinici. Altri ancora vivono l'amore e basta. Se lo godono, punto. Queste sono le persone spirituali. Una persona innamorata è semplicemente felice in quanto piena. Un fanatico (il religioso) ha sempre paura che qualcuno gli rubi l'oggetto dell'amore, che gli manchi di rispetto, che non lo ami come lui sa fare. Così come un cinico (un ateo) deride tutti gli innamorati.

La spiritualità è la consapevolezza che esiste qualcosa di più grande, qualcosa che ci comprende tutti e comprende tutto ciò che esiste e sentirsene parte. Niente di più.
La religione è uguale ma con qualcosa in più. La religione è anche un insieme di dogmi, precetti, riti, abitudini, credenze che diventano un tutt'uno con la spiritualità. La religione è dare un nome e delle regole alla spiritualità. Chi non le segue paga pegno.
Quindi tutti i religiosi sono spirituali ma non tutti gli spirituali sono anche religiosi.
Ma chi le da queste regole? Ovviamente l'uomo stesso con un grosso conflitto di interesse.

Io prendo una cosa che è solo tua (l'amore o la religione) e le dò delle regole che sono mie. Se non le segui, quella cosa che era tua (l'amore o la religione) non è più tua. Tu sei spirituale. Io a questo dò il nome Dio e ti dico che lui non vuole che tu ti masturbi e vuole che la domenica tu vada in chiesa. Se non lo fai lui piange e tu finisci all'inferno o peggio in purgatorio. Ed ecco a voi, bella e impacchettata, la religione. E' la stessa cosa di quando una persona ci ama e noi usiamo quell'amore per soggiogare quella persona. "Se mi ami devi fare questo altrimenti vuol dire che non mi ami".

Ad esempio io sono spirituale, e molto, ma per nulla religioso. Essere religioso mi sembra non soltanto miope come punto di vista, ma profondamente "blasfemo" nei confronti della semplice intelligenza.
La creatura, infatti, non può mai comprendere il creatore. Semplifico con un esempio. In un certo qual modo l'essere umano è un "creatore", ma provate per un attimo ad immaginare se una nostra creatura potesse "pensare". Immaginate un'automobile che provasse a farsi un'idea di chi l'ha creata. Lo immaginerebbe, molto probabilmente, a forma di automobile. E ogni marca di automobile penserebbe al creatore come della propria stessa marca. Le Fiat penserebbero al creatore come una specie di Transformer Fiat (povero creatore!), le Lamborghini come un creatore Lamborghini e via dicendo. Nulla di più lontano dalla realtà! Chi ha creato l'automobile non ha praticamente nulla a che vedere con l'automobile. Così come il nostro creatore non ha nulla a che vedere con noi.

La spiritualità non ha bisogno di profeti, di chiese, regole, dogmi, comandamenti. Così come l'amore non ha bisogno di nulla. Con l'aggiunta che l'amore spesso ha un oggetto (l'amato), mentre la spiritualità basta a se stessa. Questo è troppo potere da dare alle persone, crea troppa indipendenza. Noi invece abbiamo bisogno di schiavi a cui vendere le indulgenze. Se le persone capissero che la spiritualità è una cosa che possono vivere da sole, senza bisogno di tramiti, sarebbe un colpo troppo forte per chi la spiritualità la usa come strumento di marketing da vendere a proprio vantaggio. "Metti la monetina ed accendi la candela. Sarai più vicino a dio". La religione è questo. "Chiudi gli occhi e ringrazia per tutto ciò che esiste" questo è spiritualità. Capite che fa una bella differenza.

Ognuno di voi ha la spiritualità, ma i religiosi ve l'hanno rubata ed ora ve la stanno rivendendo! La religione è quella smorfiosa di cui vi siete innamorati che vi tratta come uno zerbino. Ma lei non vi ama e lei non è l'amore. Lei vuole solo che l'andiate a prendere in macchina e la accompagnate alla festa. Le chiese non hanno nulla a che vedere con la spiritualità. Ve la rubano e vi dicono che se la rivolete dovete uccidere o pagare ma soprattutto non pensare.

Ma davvero pensate che chi ci ha "creati" stia a badare a come ci vestiamo, come mangiamo, se e quante volte ci masturbiamo, quale nome gli diamo, se andiamo a venerarlo in Chiesa, Moschea o chissà che altro, con chi ci piace fare sesso o chissà che altra cretinata? Ma davvero pensate che tutto ciò che siamo non sia semplicemente facente parte di un tutto che è perfetto così com'è? Davvero credete che ci sia un dio che vi guarda mentre andate in chiesa?

Se esiste un dio da qualche parte credo che voglia solo che siamo felici. Io personalmente non credo esista o almeno non nel modo in cui noi lo intendiamo. Non credo che ci "guardi", non credo che si interessi a noi. Credo che sia e basta. Anzi forse a quel livello "essere" non esiste nemmeno.

Perché esistono gli atei? Gli atei sono i delusi della spiritualità. Come quelli che alle superiori hanno preso una cotta e sono rimasti feriti ed ora non credono più nell'amore, gli atei confondono la spiritualità con la religione. Ricordate, la spiritualità è come l'amore, la paura, la gioia. Esiste e basta. Negare si essere spirituali è come negare l'amore. Puoi farlo, ma stai mentendo a te stesso. Questo è il motivo per cui gli atei si scagliano in maniera così forte contro i religiosi. Sentono che i religiosi li hanno privati qualcosa di cui ora, per orgoglio e aridità, non si riescono a riappropriare.

Per quel che riguarda il rispetto, bene, io rispetto i religiosi come rispetto un bambino che crede in babbo natale e rispetto gli atei come rispetto un genitore che non capisce che quel bambino ha bisogno di babbo natale. Mi fanno entrambi tenerezza perché entrambi vedono la realtà attraverso delle "regole". Lo "spirito del natale" (metaforicamente), il bisogno emotivo esiste e basta. Ma a natale si può stare tutti insieme per il piacere di stare insieme, perché questo è spirituale. Il gruppo di amici, la famiglia il proprio o la propria compagna non sono altro che un riflesso di quel qualcosa di più grande che noi non potremo mai capire ma che si manifesta in ogni cosa che abbiamo intorno.

P.S.: ho scelto l'immagine di Charlie Hebdo perchè è un bellissimo esempio di spiritualità. Il perdono.
Il perdono. Un concetto che atei e religiosi dovrebbero prendere in cosiderazione (capito Francesco? E davvero, non solo come facciata).