Il nemico ti pugnala con un'arma che tu stesso hai messo nelle sue mani.

Il nemico ti pugnala con un’arma che tu stesso hai messo nelle sue mani.

Sei ridicolo. Accettalo.

Pensaci. Quando crei un rapporto con una persona, investi delle emozioni e le emozioni che investi sono come una moneta: hanno due facce. Da un lato ti danno piacere, provi amore, affetto, stima, divertimento… Dall'altro, però, queste stesse emozioni sono un'arma rivolta verso di te. Se quella persona ti delude, se quella persona non ti tratta come vorresti, se quelle persona in qualche maniera ti ferisce, tu soffri. Ma perché soffri? Perché hai messo nelle mani di quella persona il potere di farti soffrire. Se, per assurdo, tu non avessi mai conosciuto quella persona, lei non avrebbe mai potuto farti nulla.

La capacità di una persona di farci del male è direttamente proporzionale ai nostri sentimenti nei suoi confronti.
La capacità di una situazione di farci del male è direttamente proporzionale all'importanza che le diamo.

In realtà, però, questa riflessione può diventare più profonda ed interessante. E' abbastanza ovvio che una persona possa farti del male in quanto provi dei sentimenti nei suoi confronti. Ma c'è qualcos'altro. La cosa più interessante è come quella persona ti fa del male?

Ad esempio potrebbe causarti dolore attraverso delle parole, attraverso la sua assenza, attraverso un tradimento, deludendo le tue aspettative, mostrandosi sprezzante etc... Ma chi decide che questo tipo di atteggiamenti ti procurano dolore? Tu. Solo tu. E così come hai deciso che quel tipo di atteggiamento ti crea dolore, allo stesso modo puoi decidere che non te ne provochi più.

So che è ovvio, ma è assolutamente così! Magari starai pensando "Si, ok, sono io che permetto che quel comportamento mi faccia male…. ma a me fa male!"
No. Se ragioni in questo modo, tu non sei persuaso di essere tu stesso a permettere a quell'atteggiamento di farti soffrire. Tu sei persuaso che sia l'atteggiamento ad avere potere su di te. Ma non è così, davvero.
Se ci pensi, non tutte le persone reagiscono agli stimoli allo stesso modo. Ci saranno altre persone che non reagiscono come te a quel comportamento. Quel comportamento non è oggettivamente ed universalmente doloroso (o almeno non così tanto). Lo è per te ma, soprattutto, lo è per te ORA. Non sarà la stessa cosa fra un mese, fra un anno o dieci anni.
E tu puoi decidere che non ti crei più nessun turbamento in un solo istante. Come? Semplicemente decidendolo. Devi innanzitutto accettare la tua debolezze. Questo è fondamentale ed è il primo passo. A questo punto devi capire esattamente cosa ti provoca dolore e per farlo può essere molto utile ripensare ad eventi del passato che hanno dei punti in comune con il presente. Questo ti renderà palese come, in realtà, non sei altro che una specie di robot che reagisce in  un certo modo a degli stimoli esterni. Basta schiacciare quel pulsante e tu stai male, o ti arrabbi o ti innervosisci. Noterai in che modo assurdo tu sia convinto del tuo essere mutevole, unico, particolare ma altro non sei che una macchina. Una macchina che reagisce a dei comandi. Senza dubbio ti sarà capitata la stessa cosa (avere la stessa reazione) altre decine di volte e tutte le volte ti sarà sembrata la prima.

Come le donne che si innamorano ogni volta di quelli che le trattano male, come gli uomini che ogni volta perdono la testa per donne disinibite, come ogni volta che quel tuo amico ha detto quella tal parola e tu hai perso le staffe, come ogni volta che i tuoi genitori ti dicono quella cosa e tu reagisci sempre nello stesso modo. Ogni volta la stessa storia. Sei un robot. Uno stupido robot senza libero arbitrio. Ti fanno paura sempre le stesse cose, ti impunti sempre sulle stesse idee, i tuoi argomenti sono sempre gli stessi, la tua rabbia ha sempre la stessa radice. Basta!

Riprogrammati. Nota quanto profondamente sei stupido. Accettalo. Fino ad ora è stato così. Sei stato una specie di cane di Pavlov che reagiva al campanello. Basta, sei ridicolo. Lo siamo tutti. Ognuno di noi ha i propri campanelli.
Ma davvero vuoi morire con le stesse paure di dieci anni fa? Ma davvero hai così tanta paura a cambiare idea e, soprattutto, a cambiare le tue reazioni agli eventi?
Ti assicuro che nel momento in cui ti renderai conto di quanto sia psicotica la tua vita ti farai davvero una grassa risata. Quando ti renderai conto di quanto fossi manovrabile (ed in maniera semplice) scoppierai a ridere. Ti verrà da ridere di te stesso. Come ti fa ridere il tuo cane quando si lancia ad inseguire un osse che hai solo finto di lanciare. Sei poco più di un cane che scodinzola all'osso e abbaia se gli si dice "gatto!".
Almeno il cane è furbo. Non si alza la mattina per andare a lavorare.
Sei ridicolo. Accettalo. E' l'unica via per la salvezza.
Finchè prenderai i tuoi demoni sul serio, sarai loro schiavo. Sei una persona ridicola schiava di ridicole paure. Quando ne prenderai consapevolezza sarai libero. E non più ridicolo.

La consapevolezza crea ilarità.