La festa della donna

La festa della donna

Andiamo tutti allo spogliarello?

Ero molto dubbioso sullo scrivere o no un articolo per la festa della donna. Il rischio era di cadere nelle solite ovvietà:

- E' giusto festeggiare. Le donne hanno lottato per la parità ed in questo giorno (in realtà il 25 marzo) nella fabbrica Triangle, morirono 146 lavoratori (123 donne e 23 uomini). E' una data che va commemorata.
- Non è giusto festeggiare. Le donne vanno festeggiate tutti i giorni.

Personalmente sono d'accordo con i festeggiamenti, così come sono d'accordo nell'avere una festa per commemorare i morti dell'olocausto. L'idea, per me, è quella di ricordare ai giovani l'importanza di ciò che è avvenuto affinchè non avvenga più. Insomma, come si suol dire, le commemorazioni dovranno finire quando non saranno più necessarie.Ma non è questo il punto.

Lo spunto che vorrei trarre è sulla libertà di opinione e di espressione. Per me la festa della donna è anche un momento per ricordarci che ognuno la può pensare come vuole. Chi vuole festeggiare festeggi, chi non vuole festeggiare non lo faccia e chi crede che festeggiare la donna sia andare a vedere uno spogliarello lo faccia.

Lo ritengo dignitoso? No. Tutti i giorni ma proprio oggi no. Ma grazie a tante donne straordinarie che sono morte per la libertà, oggi molte donne meno straordinarie possono permettersi di non dover combattere. Anche questa è libertà. E forse anche per questa libertà quelle donne combattevano (anche se non credo proprio).

Insomma, la libertà è anche libertà di essere stupidi.