Mio figlio non si concentra

Mio figlio non si concentra

Ecco perchè

Spesso mi viene posta questa domanda: “Come mai i ragazzi non sanno concentrarsi?” e solitamente la domanda continua con l’affermazione: “Quando ero giovane io, noi ci concentravamo di più”.

Innanzitutto questo è vero. Oggi i ragazzi hanno minore capacità di concentrazione. Inoltre vediamo la situazione peggiorare di generazione in generazione.

I motivi sono essenzialmente
1. gli stimoli principali (la scuola)
2. gli stimoli alternativi (divertimenti, distrazioni, possibiltà di scelta etc..)

Senza andare troppo indietro, solo 20 anni fa gli stimoli alternativi alla scuola erano meno allettanti di quelli odierni. Anche solo 20, 30, o 40 anni fa, l’alternativa allo studio era il lavoro e, spesso, questo era usato come un vero e proprio spauracchio. “Se non studi ti mando a zappare la terra!” usava dire mio padre (che ora ringrazio per quelle parole!).
Oggi qual è l’alternativa allo studio? C’è l’imbarazzo delle scelta: in primis l’ozio. Vedo ragazzi che si vantano letteralmente su Facebook di essere rimasti a casa a guardare la TV anzichè andare a scuola! Anche quando io andavo a scuola si "bigiava" ma era una cosa terribile. Ti andavi a nascondere in qualche bar squallido (o in una sala giochi) con il timore che da un momento all'altro potessero entrare i tuoi genitori e non potevi uscire per strada. Ma il bar dopo due ore era noioso e nella sala giochi non c'era nulla da mangiare. Era quasi meglio andare a scuola..

Ma anche quando si cerca di essere diligenti, farlo è quasi un’impresa. Fra cellulari, tablet, internet, tv ovunque la domanda è solo una: perchè un ragazzo dovrebbe studiare?

D’altra parte lo stimolo principale (la scuola) non riesce fisicamente a tenere il passo. Lezioni spesso noiose, programmi con cui sovente neppure i docenti concordano e una svalutazione sociale del valore dello studio fanno il resto.

Insomma è come essere nel paese dei balocchi e dover fare i lavori forzati con un Mondo che, per di più, ti dice che quei lavori forzati sono inutili!
Non voglio discolpare i ragazzi o fornire loro un alibi, ma mi infastidisce un certo atteggiamento che vedo in taluni adulti che si sentono quasi “migliori” di quei ragazzi perchè erano più studiosi.

Bene, i casi sono due: o siete geneticamente diversi e quindi non c’è nulla di cui vantarsi, oppure il motivo è ambientale. E con "motivo ambientale" intendo che i nostri genitori ci facevano una "faccia di schiaffi" se non studiavamo. Perchè, siamo sinceri, ognuno di noi avrebbe fatto volentieri tutt’altro. Il problema era che “l’altro” non esisteva e,comunque, non era così a buon mercato come oggi.
 
Io non uso trovare colpe, ma questa volta lo farò: la colpa è essenzialmente della famiglia. La scuola può ben poco in quanto ha pochi soldi e poca, pochissima possibilità di manovra. Ma se un genitore non desse un cellulare da 1000 € al proprio rampollo e se, quando un professore si lamenta, desse man forte al professore anzichè spalleggiare a spada tratta il figlio, le cose sarebbero abbastanza diverse.

Insomma il vecchio “Mazza e panella fanno i figli belli”. E per chi dice che se i figli non vengono accontentati crescono frustrati, complessati e chissà che altro rispondo che è un modo semplice per scaricarsi la coscienza e andarsi a divertire con gli amici, gli amanti, e non fare i genitori.
Io da ragazzo vivevo in un quartiere (mio malgrado) di ricchi. Ma a me non erano concessi lussi, vestiti firmati e chincaglierie varie. E quando chiedevo il perchè, la risposta era semplice: "Tu devi essere, non devi apparire". "E (continuavano i miei genitori) se un giorno vorrai essere così misero da preferire apparire, bene, quella possibilità devi conquistartela. Quindi studia".
Ricordo che una mattina (ero alle scuole medie) mio padre mi vide particolarmente attento alla scelta dell’abbigliamento. Mi lasciò fare, ma il suo commento fu “Vedo che stamattina vai ad una sfilata. Non hai scuola?” Ammetto, fu un po’ esagerato, avrebbe potuto lasciarmi fare, ma io non ho mai avuto dubbi su quali fossero i ruoli e le priorità di ogni membro della mia famiglia. Men che meno avevo dubbi sul mio: studiare.
E, soprattutto, i miei genitori con me parlavano. Sempre. Per ogni cosa ci si sedeva e si parlava e alla fine non c’erano dubbi: avevano ragione loro. E non perchè la conquistassero con forza, ma perchè, spesso, ce l’avevano davvero. Ma loro erano congruenti. Ed oggi credo che molti genitori non correggano i propri figli perchè non hanno la faccia di farlo. La mela non cade mai lontana dall’albero.

Tuo figlio non si concentra? Chi glielo ha comprato il cellulare con cui si distrae? Ma prima di togliergli il suo devi rinunciare al tuo. E questo è difficile. Più facile dare la colpa al professore, vero?