Renzi - Grillo

Renzi - Grillo

Chi ha vinto?

Oggi c'è stato il faccia a faccia Renzi - Grillo e da questo scontro possiamo imparare molto di comunicazione e metacomunicazione.

Ti consiglio di guardare il video (se non hai seguito la diretta) per capire meglio cosa sto per dire.
Il mio, ci tengo a precisarlo, è un giudizio da esperto di comunicazione e non politico. Parlerò quindi della forma e non del contenuto.

Innanzitutto dobbiamo capire perché si comunica in una situazione come quella odierna. Il motivo della comunicazione, ovviamente, non è quello di comunicare con la persona che abbiamo davanti, ma con i milioni di persone che seguono ciò che viene detto: gli elettori.
A questo punto ti do una importante nozione di comunicazione. Ogni volta che parliamo per convincere possiamo avere di fronte tre tipi di persone:

- gli assolutamente positivi
- gli assolutamente negativi
- i "forse"


L'esperto comunicatore sa di doversi rivolgere prevalentemente, se non esclusivamente ai "forse".
Perché parlare a chi è già convito? Non ce n'è motivo.
Perché parlare a chi non si convincerà mai? Non ce n'è motivo.
Parlo, prevalentemente, con chi posso convincere.

Ebbene quello che è successo è che, prevedibilmente, Grillo ha letteralmente devastato Renzi sciorinando tutti i motivi per cui non si fida di lui. Dall'altra parte Renzi, con grande eleganza e molto mestiere, non ha raccolto la provocazione ed ha risposto, per quel che gli è riuscito, in maniera chiara e puntuale.

Il problema è che, in questo modo, entrambi non hanno fatto altro che rafforzare i rispettivi elettori "assolutamente positivi". I grillini più accaniti hanno visto il loro paladino dilaniare la preda. I renziani più convinti hanno visto il loro leader aprire una porta anche agli avversari più lontani in segno di grande forza e sicurezza.

Ma cosa è successo ai "forse"? Bene i grillini più moderati e i non grillini avrebbero voluto vedere probabilmente non Grillo, ma un loro candidato eletto al posto del "deus ex machina" e soprattutto avrebbero voluto vedere una reale volontà di proporre, fare qualcosa.
Quindi Grillo avrebbe dovuto far parlare un po' di più Renzi e poi attaccarlo sulle sue argomentazioni. Questo avrebbe dato una sensazione di maggiore concretezza e non di un semplice fuoco a raffica (che, ripeto, piace agli estremisti).
Dall'altra parte i renziani più moderati, i non renziani e i grillini insoddisfatti avrebbero voluto vedere un Renzi più determinato. Attenzione non in stile "Grillo", ma con frasi del tipo "Perché non hai mandato qui un tuo candidato, non ti fidi di loro?", "Avete avuto mesi per fare qualcosa e cosa avete fatto? Nulla, solo ostruzionismo e propaganda."
Insomma frasi semplici, facilmente comprensibili e che toccassero i nervi scoperti dell'avversario, che potessero insinuare dubbio in chi, fra gli elettori, già vacillava.

La strategie è stata, invece, conservatrice, in difesa. Entrambi hanno estremizzato il loro modo di fare, rafforzando si lo zoccolo duro degli elettori, ma non facendo nuovi proseliti.

Insomma, un pareggio, nel senso che nessuno, dopo questa performance, ha conquistato un solo elettore in più.